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SEO per WordPress:

Le basi per migliorarla

Parlando di SEO, bisogna distinguere due principali tipologie: quella che vogliono rifilarvi come “ottimale” sotto forma di parole chiave e titoli ottimizzati, e quella “dei giorni nostri”, influenzata da mille altri fattori.

In questo articolo vedrò di elencarti i punti principali della SEO moderna, focalizzata nell’ambiente WordPress, in modo da poterti consigliare gli elementi da tenere in considerazione durante la realizzazione e manutenzione del tuo sito.

Le basi: il server

Iniziamo dal punto base di ogni sito web: il server.

La SEO di un sito è infatti influenzato da quanto un server sia performante; ma come si distingue un server buono da uno meno buono?

Beh, questa cosa è influenzata da molti fattori, ma non avendo spazio per elencarli tutti e in maniera dettagliata, osserveremo solamente i principali.

La velocità del server

Uno dei parametri che influenzano maggiormente il ranking di un sito web è sicuramente velocità media di risposta, ovvero il tempo medio con cui il server estrae ed invia i dati, i file e tutti i contenuti all’utente.

Solitamente questa “media” viene calcolata inviando richieste da più computer differenti, sparsi in giro per il mondo, in modo da avere un punteggio “reale”.

La velocità di risposta varia infatti anche alla localizzazione del server.

Se ad esempio inviamo una richiesta dall’Italia ad un server che si trova a Pechino, la risposta (probabilmente) sarà più lenta di quella che giungerà da un server che si trova a Parigi.

La velocità cambia però non solo in base al “dove si trova” il server, ma anche alle tecnologie utilizzate al suo interno.

Senza soffermarci troppo sul lato tecnico, possiamo immaginare che, per svolgere uno stesso compito, esistono due strategie: A e B. Mentre la A è più costosa ed ha una velocità maggiore, la B è molto più economica ed ha una velocità minore. Immaginiamo ora di acquistare il nostro server da un servizio di hosting che applica la strategia B: la velocità sarà maggiore, ma, di conseguenza, lo sarà anche il costo.

Quindi, volendo ricapitolare il tutto: scegliere un buon servizio di hosting, che magari abbia dei server vicini al nostro pubblico di interesse, può migliorare la nostra SEO ed aumentare quindi il punteggio del nostro sito.

Da qualche anno io sono passato a Siteground e, osservando i risultati ottenuti (in termini di velocità, servizio e capacità dell’assistenza), non ho ancora mai pensato di tornare indietro, tanto da aver deciso di scrivervi addirittura un articolo a riguardo.

Il tema

Un altro punto fondamentale per il miglioramento della SEO di un sito WordPress è sicuramente il tema scelto per la sua realizzazione.

Un tema, infatti, non è altro che un insieme di righe di codice e file di immagine messi insieme in modo da poter essere personalizzati tramite il pannello di amministrazione di WordPress.

Questi codici, però, non sono sempre scritti nella maniera ottimale.

Un codice perfetto, infatti, dovrebbe essere completo, sintetico e pulito.

Come abbiamo già visto nell’articolo su come scegliere il tema giusto, codici del genere non sempre sono facili da trovare: prima di tutto, perché i template gratuiti, proprio per il fatto di non avere un ritorno economico, non vengono realizzati con molta cura; poi, perché i temi a pagamento, pur se realizzati correttamente, non sempre vengono aggiornati alle ultime versioni del linguaggio di programmazione usato.

I punti principali

Immaginiamo un tema come un paesino di montagna di nome Bloggo ed analizziamo i tre punti principali:

  • Completo. Se a Bloggo sono presenti tutti gli edifici e i negozi necessari, ma non c’è una posta, gli abitanti non avranno modo di comunicare con l’esterno. Allo stesso modo, se un tema WordPress ha tutti i parametri impostati correttamente, ma non ha la riga di codice che gli permette di interfacciarsi con i social, quando una pagina di quel sito verrà condivisa su Facebook, non verrà mostrata nessuna anteprima (o almeno verrà mostrata un’anteprima non fedele).
  • Sintetico. All’interno del nostro paesino, se si vuole acquistare una sedia, bisogna prima passare in segheria, acquistare il legno, portarlo dal falegname, attendere che realizzi la sedia e portare la sedia finita dall’artigiano che provvederà a pitturarla e sistemare gli ultimi dettagli. Riflettendoci nell’ambiente WordPress, possiamo immaginare che, per realizzare un effetto grafico, è possibile ottenere lo stesso risultato tramite due processi, uno che impiega 50 righe di codice e uno che ne richiede 10.
  • Pulito. Per arrivare al supermercato di Bloggo, è necessario percorrere 1km di strada in cui sono presenti solo negozi di abbigliamento. Per chi deve andare a fare la spesa, percorrere quella strada è un grande spreco di tempo. Nell’ambito dei temi WordPress, avere decine di righe di codice che compiono azioni inutili all’esperienza finale dell’utente, è uno spreco di tempo e risorse che, se evitato, può migliorare (oltre al tempo di caricamento della pagina) anche la pulizia del codice.

Quindi, durante la scelta di un tema, vi ricordo di prestare molta attenzione alle recensioni e vi consiglio, magari, di visitare qualche sito web realizzato con quello stesso tema, così da farvi un’idea (oltre che del risultato grafico) anche della sua realizzazione “dietro le quinte”.

I plugin

Ovviamente, più cose andiamo ad aggiungere al nostro sito web, più questo rallenterà ed avrà un punteggio basso.

Questa cosa riguarda anche i plugin che installiamo all’interno di WordPress.

Questi, infatti, oltre ad aggiungere funzioni dal lato “gestionale”del nostro pannello WordPress, molto spesso vanno anche a modificare il codice dal lato utente, per aggiungere contenuti, funzioni o effetti.

Non è però possibile rimuovere tutti i plugin per far velocizzare il nostro sito web; infatti, possiamo dividerli in 3 grandi categorie, in base al loro livello di “essenzialità”: integrati nel tema, SEO e “aggiuntivi”.

Plugin integrati nel tema

I plugin integrati nel tema sono quei plugin che vi viene chiesto di installare subito dopo aver attivato un nuovo tema all’interno del vostro sito.

A volte viene chiesto di scaricarli, altre volte, invece, è possibile attivarli direttamente proprio perché sono, appunto, integrati nel tema.

Questi plugin sono solitamente indispensabili, e non è quindi consigliato rimuoverli, in quanto potrebbero andare ad influenzare: la bacheca di WordPress, la composizione grafica degli elementi, il funzionamento di alcuni widget essenziali o altre cose.

Pulgin per la seo

I plugin per il miglioramento della SEO non sono quasi mai inclusi all’interno di un tema, in quanto riguardano più la composizione di articoli che l’aspetto grafico o le funzionalità del sito.

Vengono utilizzati da utenti che vogliono migliorare i testi dei loro articoli in modo da essere più facilmente indicizzabili per una determinata parola o frase.

Non mi sento di consigliare l’eliminazione di questi plugin, nonostante dal lato utente non introducano nessuna funzionalità maggiore, ma bensì di tenerne attivo solamente uno, in quanto molti autori ne installano diversi per usare le diverse funzionalità di ciascuno.

Quelli che mi sento in dover di menzionare (ma non è detto siano i migliori) sono sicuramente Yoast (che uso attualmente sul mio blog) e All in One, consigliatomi da altri utenti ma che non ho ancora avuto modo di provare.

Plugin aggiuntivi

Come è facile intuire, i plugin aggiuntivi sono tutti quei plugin che non sono essenziali per il funzionamento del tema e non aggiungono funzioni utili all’amministratore del sito.

Sono quindi tutti quelli che aggiungono funzioni per l’utente finale, come ad esempio la personalizzazione della grafica delle mappe, dei campi aggiuntivi per i form, delle animazioni per i contenuti e molto altro…

Tutti i plugin appartenenti a questa categoria non sono assolutamente necessari al vostro sito e conviene rimuoverli (non solo disattivarli dal pannello di WordPress).

Ovviamente, durante la scrematura all’interno della vostra pagina “Plugin” starà a voi decidere quali sono utili per il vostro caso e quali invece potete eliminare senza problemi.

i contenuti

Dopo aver controllato le radici (il server), il tronco (tema) e i rami (plugin) del nostro “albero” WordPress, possiamo prendere in considerazione le foglie, ovvero tutti i contenuti aggiuntivi che andremo ad inserire nel corso del tempo.

In questi contenuti rientrano principalmente due cose: gli Articoli ed i Media.

gli articoli

Per quanto riguarda la SEO generale del sito, gli articoli hanno un ruolo fondamentale, in quanto dovranno essere scritti in modo da avere più “valore”possibile.

Per fare questo, però, come abbiamo visto, ci sono dei plugin apposta che ci aiutano con la SEO di ogni singolo articolo.

A parte questo, è facile intuire che gli articoli non giocano un grandissimo ruolo nell’ambito di “pesantezza”del sito, in quanto sono composti principalmente da testo.

i media

Un‘importanza differente la hanno invece i Media, ovvero l’insieme di foto, video, PDF o altri file che andremo a caricare all’interno nel nostro sito per poi mostrarli nelle pagine specifiche.

Ciascun di questi file avrà una pesantezza propria e, a parte utilizzarne il meno possibile (incidendo negativamente sull’esperienza utente), l’unico modo che abbiamo di agire è quello di diminuire il più possibile le dimensioni di ciascun file.

Per fare questo, possiamo agire in modi differenti: o risolvendo il problema in partenza, fuori dal sito; oppure automatizzare il tutto tramite… un plugin!

Per risolvere il problema fuori dal sito, è possibile fare una selezione delle immagini che si vogliono caricare, scegliere le migliori e “rimpicciolirle”.

Per farlo, si può agire o “manualmente”, aprendo un qualsiasi editor di foto (anche Anteprima su Mac va bene) e diminuire le dimensioni attuali della foto.

Questo procedimento però, oltre a far perdere peso alla foto, diminuirà anche la sua qualità.

Per evitare questo, esistono alcuni tool (da scaricare o online) che permettono di alleggerire i file senza perdere qualità o dati importanti. Uno di questi è TinyPNG.

Questo sito, abbastanza intuitivo, permette di caricare delle immagini (massimo 20, di 5MB ciascuna) che verranno restituite, dopo pochi secondi, con le dimensioni notevolmente ridotte.

Personalmente, il tasso di compressione delle mie immagini varia tra il 60% e il 90%.

Volendo automatizzare il tutto, lo stesso sito, fornisce un plugin chiamato “Compress JPEG & PNG images by TinyPNG” che, nel momento in cui vengono caricati dei nuovi media all’interno del pannello WordPress, se sono in formato supportato, vengono automaticamente compressi e inseriti all’interno della libreria Media.

Ovviamente, utilizzando questo secondo metodo, il numero di immagini che sarà possibile “rimpicciolire” sarà limitato.

È possibile abilitare la versione illimitata pagando circa 1 centesimo per ogni immagine caricata.

Conclusioni

Ricapitolando: dopo aver scelto un buon server offerto da qualche servizio di hosting come Siteground, aver installato un buon tema che soddisfa i requisiti elencati e aver fatto una scrematura generale dei plugin installati o da installare, il punteggio SEO del vostro sito WordPress tenderà ad aumentare.

Come detto in precedenza, però, il lavoro vero e proprio andrà fatto per i contenuti del vostro sito web, che devono essere sempre “di valore” ed avere un “succo” interessante.

D’altronde, non ci si può aspettare che una ricetta per la “miglior SEO” sia uguale per tutti, no?

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